"The Queen Is Dead" 1986 - The Smiths

"The Queen Is Dead" è un singolo della band inglese alternative rock The Smiths, contenuto nell'album omonimo del 1986.

Il titolo fa riferimento al romanzo di Hubert Selby "Last Exit To Brooklyn" (1964). Gli Smiths si formarono a Manchester nel 1982, grazie al cantante Morrissey, al chitarrista Johnny Marr, al bassista Andy Rourke e al batterista Mike Joyce.

Ne fecero parte altri componenti, quali: il batterista Simon Wolstencroft, il bassista Dale Hibbert e Craig Gannon, bassista e chitarrista.

Divennero un'icona degli anni '80 per il genere musicale alternative rock, influenzando molti artisti anche negli anni a seguire.

Il testo è una vera e propria critica verso la monarchia, in particolar modo verso la Regina d'Inghilterra, Elisabetta II, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri Reami del Commonwealth, definita antidemocratica.

Il disco raggiunse i vertici delle classifiche inglesi e nel 2003 venne inserito nella "lista dei 500 migliori album" di tutti i tempi. Johnny Marr scrisse i brani dell'album insieme al bassista Andy Rourke e al batterista Mike Joyce.

Analisi delle altre canzoni contenute nell'album:

La seconda canzone "Frankly, Mr. Shankly" è una sorta di lettera scritta a Mr Shankly, ma in realtà diretta a Geoff Travis, proprietario dell'etichetta del gruppo Rough Trade, in quanto secondo la band il riscontro economico delle vendite dei dischi era nettamente inferiore a quello da loro percepito.

"Know It's Over" è caratterizzata invece da un testo più poetico e tratta della fine di una relazione d'amore a causa della morte di uno dei partener. Morrissey rivelò che prese spunto dalla hit statunitense "Heart (I Hear Your Beat)", "Cuore" in italiano cantata da Rita Pavone nel '63.

Il singolo "Never Had No One Ever" racconta la frustrazione provata dall'artista Morrissey, quando a venti anni, camminando per le strade della sua città non si sentiva per niente a suo agio. I suoi genitori provenivano dall'Irlanda e chissà forse lui ne sentiva il richiamo, nel profondo del suo spirito.

"Cemetry Gates" venne scritta da parte di Morrissey, in risposta a quei critici musicali che lo avevano accusato di plagio dei testi, soprattutto per aver copiato da autori, quali, Shelagh Delaney ed Elizabeth Smart, accennando inoltre ad Oscar Wilde, spesso accusato anch'egli di plagio e alla sua frase famosa che afferma che "il talento prende in prestito, il genio ruba".

Nel testo comunque si racconta di quando Morrissey visitava il cimitero Southern di Manchester con la sua amica Linder Sterling.

Nel testo di "Bigmouth Strikes Again", Morrissey si assimila alla figura incompresa di Giovanna d'Arco.

Nella canzone "The Boy with the Thorn in His Side", metaforicamente si evince la frustazione della band che non riuscì mai a farsi apprezzare veramente dall'industria musicale.

In "Vicar in a Tutu" si cela una sorta di ironia verso la Chiesa, vista non come un luogo di fede, ma come un piccolo teatrino, dove un ladro, di nascosto, assiste allo spettacolo del parroco che si esibisce danzando tra i fedeli, mentre la perpetua raccoglie le offerte, travisando che questo gesto viene fatto più per pagare lo spettacolo offerto dal prete che per fare pura e vera carità cristiana.

Il singolo "There Is a Light That Never Goes Out", tratta della relazione amorosa tra due amanti e della morte di uno dei partner per un incidente.

In realtà, la paura del buio nel sottopassaggio, menzionata nel testo è la paura di essere rifiutati dall'amata/o o di essere incapaci di intraprendere una nuova relazione.

Si accenna inoltre alla luce che mai si spegnerà che indica la luce di un amore non professato, rimasto celato nell'anima del passeggero dell'auto.

Nell'ultima canzone dell'album "Some Girls Are Bigger Than Others" viene preso in esame il mondo femminile, affermando che alcune ragazze sono più grandi di altre.

Gli altri album degli Smiths sono: "The Smiths" del 1984, "Meat Is Murder" del 1985, "Strangeways, Here We Come" del 1987 e "Rank" del 1988.

Dal 1984 al 2011 sono state inoltre pubblicate numerose raccolte e come band sono stati inseriti nella "Rock and Roll Hall of Fame". Il gruppo si sciolse nel 1987, Morrissey e Marr intrapreso la carriera di solista.

Johnny Marr, in realtà si chiamava John Maher ed era un chitarrista e giornalista musicale, mentre  Morrisseye, all'anagrafe Steven Patrick Morrissey era uno scrittore.

Quest'ultimo nacque a Manchester nel ‘59 da genitori immigrati, cattolici irlandesi, che in seguito si separarono.

Ebbe un'infanzia solitaria che gli permise però di approfondire lo studio della letteratura inglese, attratto soprattutto dalle opere di Oscar Wilde e Shelagh Delaney. Col passare degli anni volse il suo interesse anche verso la musica glam, che si diffuse in Inghilterra nel '70.

Johnny Marr, nacque a Ardwick, anch'egli di origine irlandese, i genitori erano immigrati della contea di Kildare.

Fin da piccolo coltiva la passione per il calcio per poi slittarla verso la musica soprattutto per le sonorità jingle-jangle che caratterizzeranno in futuro lo stile degli Smiths.

Marr e Morrissey si conobbero grazie al chitarrista Steve "Pommy" e crearono gli Smiths.

In seguito si unì il batterista Simon Wolstencroft, poi sostituito da Mike Joyce. Entrò a far parte della band anche il bassista Dale Hibbert.

Debuttarono per la prima volta dal vivo a Manchester nel 1982 con i brani: "The Hand That Rocks The Cradle", "Suffer Little Children" e "Handsome Devil", reinterpretando anche "I Want A Boy For My Birthday" dei The Cookies.                         

Nel 1984 danno alla luce "What Difference Does It Make?" che tratta di una relazione sentimentale in cui uno dei partner viene abbandonato. Il singolo conferirà alla band un grande successo commerciale.

Durante la precedente estate del 1983, Morrissey e Marr, collaborano con la cantante britannica Sandie Shaw, famosa negli anni sessanta, con la quale realizzano i singoli "I Don't Owe You Anything" e "Jeane".

Nel 1984 la band pubblica il primo album di grande successo "The Smiths" che include brani, quali: "Reel Around the Fountain", "Still Ill", "What Difference Does It Make?", "Hand in Glove" e "This Charming Man", "Suffer Little Children" che tratta degli omicidi della brughiera, di cui fu protagonista la Gran Bretagna negli anni sessanta.

Sempre nel 1984 escono anche i singoli "Heaven Knows I'm Miserable Now" e "William, It Was Really Nothing", non inclusi nel primo album.

Verso la fine dell''anno pubblicano l'album "Hatful of Hollow", una raccolta di 16 singoli.

Nel 1985 esce "Meat Is Murder" un album pieno di riferimenti politici, contro la monarchia britannica, la Thatcher, a favore del cibo vegetariano, di cui il gruppo ne era uno stretto osservante, in poche parole contro l'intera società perbenista inglese.

In esso sono contenuti, oltre all'omonima "Meat Is Murder", anche "The Headmaster Ritual", "Rusholme Ruffians", "I Want the One I Can't Have", "What She Said", "That Joke Isn't Funny Anymore", "How Soon Is Now?", "Nowhere Fast", "Well I Wonder" e "Barbarism Begins at Home".

Prima della fine dell'anno esce "The Boy with the Thorn in His Side" che verrà inserita nella "Official Singles Chart" e registrano il singolo "Bigmouth Strikes Again" che anticiperà l'album "The Queen Is Dead" che verrà pubblicato l'anno seguente e di cui ne ho dettagliatamente parlato sopra.

Nel 1986 registrano due brani "Panic" e "Ask e partono per un tour mondiale.

Nel 1987 con  il singolo "Shoplifters of the World Unite", la band svetta nella classica inglese a cui segue anche la raccolta di brani "The World Won't Listen" che con "Sheila Take a Bow" raggiunge la Top 10.

Nel 1987 esce l'album "Strangeways, Here We Come", il cui titolo fa riferimento alla vecchia prigione di Manchester (Strangeways Prison). L'album, segna un'evoluzione di stile della band ed ottiene un discreto successo anche in America. Sono inclusi brani, quali: "A Rush and a Push and the Land Is Ours", "Started Something I Couldn't Finish", "Death of a Disco Dancer", "Girlfriend in a Coma", "Stop Me If You Think You've Heard This One Before", "Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me", "Unhappy Birthday", "Paint a Vulgar Picture", "Death at One's Elbow" e "I Won't Share You".

Sempre nello stesso anno esce un'altra raccolta "Louder Than Bombs" che riprende i testi della precedente "The World Won't Listen" più i brani "Sheila Take a Bow" e "Hatful of Hollow".

Forse, a causa della mancanza di una figura manageriale che contribuì ad acuire i dissidi interni tra i membri, la band si sciolse.

Nel 1987 Johnny Marr lascia la band, per intraprendere la carriera solista e il gruppo registra con Ivor Perry (ex Easterhouse) alla chitarra "Bengali in Platforms".

L'anno seguente, 1988, pubblicano l'album dal vivo "Rank", registrato quando Craig Gannon era ancora un membro degli Smiths. Sono inclusi brani, quali "The Queen Is Dead", "Panic", "Vicar in a Tutu", "Ask", "His Latest Flame/Rusholme Ruffians medley", "The Boy with the Thorn in His Side", "Rubber Ring/What She Said medley", "Is It Really So Strange?", "Cemetry Gates", "London", "I Know It's Over", "The Draize Train", "Still Ill" e "Bigmouth Strikes Again".

Tutte i testi sono stati scritti da Morrissey e da Marr, a parte "His Latest Flame" che venne scritta dai cantanti e autori statunitensi Doc Pomus e Mort Shuman.

Morrissey intraprese la carriera solista pubblicando l'album "Viva Hate", mentre Johnny Marr ha collaborato e fatto parte di altre band pubblicando diversi album.

Andy Rourke e Mike Joyce hanno collaborato insieme per Sinéad O'Connor e tra l'88 e l'89 per Morrissey.

Joyce, ha collaborato con altri artisti e nel 2009 ha inaugurato un programma radiofonico che inizialmente chiamato "Alternative Therapy" per Manchester Radio Online, cambierà il nome, l'anno successivo, in "Mike Joyce's Coalition Chart Show" e lavora come DJ nei club di tutto il mondo.

Rourke ha suonato e registrato musica per diverse band ed con i Freebass ha pubblicato un album.

Di recente ha intrapreso il progetto "Jetlag", insieme a Ole Koretsky realizzando anche un remix del brano "Breakneck Speed" dei Tokyo Police Club.  

Autore liviana
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