Negramaro - Lo Sai da Qui

C'eravamo tanto amati.

Questa breve frase racchiude i miei sentimenti verso la band salentina: hanno rappresentato meglio di chiunque altro una parte importante della mia vita, anche se adesso li sento lontani, come se appartenessimo a due universi distanti: io così rock intransigente e dissonante, loro ormai tanto mainstream da risultare insopportabili a molti. Eppure sono stati una band con qualità davvero notevoli, nonostante la loro immagine troppo - davvero troppo - patinata: bastava calarsi un pizzico sotto la superficie per notarlo.

Ma comunque oggi, nonostante le distanze, guardando questo video mi sono commosso.

Sarà che la canzone parla del padre morto di Giuliano Sangiorgi, e anche il mio è andato recentemente in quel posto dove "Non c'è più distinzione / non c'è nemmeno l'illusione / di essere colpevoli / e poi per chi / per gente che si muove / sbattendo stupide ali al sole".

Sarà che sono ancora gli unici che queste atmosfere dark-melodiche, in Italia, sanno renderle senza scadere (troppo) nel melenso da sentimenti da discount. Non sempre, almeno.

Bello anche il video, bella la selezione delle immagini, la fotografia: non amo particolarmente Giovanni Veronesi, come regista, però credo che la scelta dei fotogrammi da dedicare al videoclip sia stata azzeccata. Peraltro la sequenza di immagini è piena di citazioni di altri videoclip celebri della storia del rock: dal tetto del palazzo di "Where the streets have no name" alla decappottabile di "Scar tissue", fino alla posa di Lele Spedicato durante l'assolo, che rimanda immediatamente allo Slash di "November rain".

Ogni tanto ci incontriamo ancora, io e i ragazzi. Non posso che esserne lieto. Ho smesso da tempo di essere uno di quegli intransigenti che vomitano rabbia e odio verso chiunque non faccia parte della propria sfera emozionale e, sebbene ormai i Negramaro siano un pianeta distante da me, sono felice di ritrovarci di nuovo, ogni tanto.

Chissà: magari un giorno torneranno a fare un album perfetto come "Casa 69", e per quel giorno voglio essere pronto ad accoglierli ancora, senza alcun risentimento.

Autore maulis
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