My Generation: The Who, inno giovanile alla rivoluzione.

Avete presente la musica leggera? Il pop melodico? La classica? Avete presente i cantanti ben pettinati e ben vestiti? Avete presente le dolci ballatte d'amore dedicate alla propria donna? Avete presente i Cugini di Campagna? Ecco, pensate a quanto di più lontano possa essere stato fatto in musica rispetto a questo elenco di cose ed otterrete il Punk Rock, l'Heavy Metal, l'Hard Rock, e tutta una serie di cose che sono partite da qui, da questo pezzo che usciva il 1965 e stravolgeva il mondo della musica.

Parliamo di "My Generation" degli Who, avete presente?

Chi in quegli anni era un ragazzino la ricorderà con ancora più entusiasmo ma l'eco di questo pezzo riecheggia negli anni, ed in quanto pietra miliare di quel Rock'n'roll che tutti noi conosciamo ancora oggi perchè non è davvero morto, dobbiamo portargli rispetto e ammirazione verso tutto questo.

Divenne l'inno dei Mod in inghilterra (la patria degli Who), perchè i Mod erano ragazzi sfrontati e arroganti come Pete Townshend che scrisse quel meraviglioso testo, erano rumorosi e avevano voglia di urlare proprio come Roger Daltrey che la cantava in un modo innovativo, erano la prima generazione ad esser nata a seguito del conflitto mondiale ed il loro nichilismo era descritto in maniera potente nei verso che recita: "spero di morire prima di diventare vecchio".

Poi arrivarono i punk che scrivevano canzoni come questa in ogni parte del mondo in cui la loro cultura ferveva ma alla fine di quello spirito ribelle rimase poco o nulla.

Con "My Generation" gli Who salirono sul palco di Woodstock nel 1969 e fecero cantare a squarciagola il loro inno di ribellione ai ragazzi americani, ma tutto questo rimase impresso nella storia della cultura giovanile.

Oggi gli Who sono diventati vecchi, ma non sono morti.

Autore poppo2
Vota questo articolo
Condividi

Lascia il tuo commento!