Muse - "Muscle Museum" (1999)

Muse, band britannica rock alternative-progressivo-elettronico, si sono formati nel ‘92 e sono caratterizzati per il contenuto delle loro canzoni che spazia tra temi quali universo, alieni, apocalisse, politica, religione e guerre, soprattutto grazie all'estro del leader del gruppo Matthew Bellamy, anche cantante, chitarrista e pianista.

Altri componenti sono Chris Wolstenholme (bassista, voce e all'armonica), Dominic Howard (batterista, percussionista e ai cori) più la collaborazione di altri musicisti quali Morgan Nicholls (tastierista, al sintetizzatore, al sequencer, alle percussioni, chitarrista, bassista e ai cori).

Per il loro stile hanno ricevuto molti premi, riconoscimenti e non bisogna dimenticare il loro impegno sociale come la raccolta fondi per varie associazioni, raccolti proprio dai loro concerti.

Nel 1999 pubblicano il loro primo album "Showbiz" con cui ricevettero subito dischi di platino e d'oro per le numerose copie vendute in tutto il mondo e di cui fa parte la canzone "Muscle Museum" che ha un significato molto particolare, a cui si possono attribuire varie versioni di interpretazione tra cui il continuo conflitto tra corpo e anima, il desiderio di ciò che si vuole realizzare e di ciò che invece ci dice la coscienza.

In un'intervista Matt, dichiarerà che in futuro gli uomini saranno composti solo di mente, senza corpo.

Un altro significato del testo può essere attribuito alla difficoltà che ha incontrato l'artista per realizzare il suo scopo, quando chi non credeva nelle sue capacità lo ostacolava continuamente. Emerge infatti il continuo conflitto tra apparenza e sofferenza nell'affrontare la vita quotidiana soprattutto dalle parole: "I do not want to worship me, I do not want to ignore me when it suits you, I manage alone" (non voglio che mi adori, non voglio che mi ignori, quando ti fa comodo. Me la cavo da solo).

Autore liviana
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