Juice Newton - "Angel of the Morning" 1981

"Angel of the Morning" è un singolo scritto da Chip Taylor (cantante e autore country), uscito per la prima volta nel '67 ad opera di Evie Sands, una cantante americana, nata nel '46, di genere musicale rhythm and blues, rock, pop, blues, folk rock, americano e indie rock.

Il brano ebbe un notevole successo nel 1968 con la versione della cantante americana Merrilee Rush, nata nel '44 che scalò la Top 10 negli USA, mentre in UK fu portata in auge dalla cover della cantante statunitense P.P. Arnold, nome vero Patricia Ann Cole, nata a Los Angeles nel 1946.

Anche in Italia ebbe un grande riscontro di pubblico con la cover dei Profeti intitolata "Gli occhi verdi dell'amore".

Ritornò a scalare le classifiche mondiali negli anni '80, grazie alle cover registrate successivamente da altri grandi artisti, quali: Juice Newton e Bonnie Taylor.

Judy Kay, in arte Juice Newton nacque a Lakehurst negli USA nel 1952) è una cantante country pop-rock e pop rock che divenne molto famosa negli anni '80, grazie agli album "Juice" e "Quiet Lies" e ai singoli "The sweetest thing (I've ever known)" e "Break it to me gently".

In "Angel of the Morning" non si può non notare le sue radici soft rock che le valse la nomination ai Grammy Award per la miglior interpretazione vocale pop femminile, tanto da divenire ai nostri giorni, nel 2016, la colonna sonora del film "Deadpool", diretto da Tim Miller che si basa sull'omonimo personaggio dei fumetti Marvel.

Nel testo del brano emerge la fine di un amore clandestino che, proprio per essere impossibile, è intriso d'intensità. Tra i partner non ci saranno lacci a legarli le mani, nessuno verrà vincolato da questo amore, non ci sarà bisogno di prendere posizione.

La passione diventa così ardente quando è ostacolata e il pericolo assume un fascino particolare. Si chiede di essere chiamati "Angelo del mattino", perché se si è scelto di iniziare un amore di questo tipo, non si pretende di avere una relazione stabile, ci si sente abbastanza grandi per affrontare l'alba, si chiede solo una carezza per poi allontanarsi lentamente. Forse la luce del sole sarà debole e non importa se gli echi del mattino dicono che si è peccato, perché era desiderio di entrambi farlo.

Essere vittime della notte non vuol dire venire accecati dalla luce, non si pregherà comunque di stare insieme.

I motivi per cui si incorre in un amore clandestino, possono essere vari ma restano comunque proibiti. E' proprio questo che dà al legame un non so che di speciale e si crea così una vita parallela, non sempre facile da mantenere.

Da sempre ciò che è proibito attira ancora di più la nostra curiosità, come ad un bambino che si cerca di mettere in guardia dai pericoli da cui invece viene fortemente attratto.

Si va alla ricerca del proibito perché si vede che qualcosa manca nel rapporto stabile e il desiderio di scoprire cose nuove invade i nostri sensi fino a condurci verso comportamenti che secondo la morale sono da ritenersi peccaminosi.

Più un ostacolo si rivela insormontabile, più il rischio di superarlo diventa una sfida, se la vita quotidiana diventa monotona, statica, gli istinti vengono solo sopiti e non appena giunge la novità, colui/lei che ci ridona la gioia di vivere, non esitiamo a farcela scappare.

Ci facciamo travolgere dalla tentazione, dalla passione, si riaccende in noi la fiamma del desiderio e ci abbandoniamo all'ignoto per sentirci liberi di vivere un amore non abitudinario.

Pur di vivere appieno questa passione clandestina, annulliamo la ragione in virtù di un gioco che diventa sempre più pericoloso, ma che ci allontana dai problemi della quotidianità.

Sicuramente se si sceglie la strada del tradimento, significa che nella relazione di coppia è venuto a mancare soprattutto il dialogo e la colpa non è mai di uno solo, ma entrambi hanno contribuito a far funzionare male il rapporto.

Per mantenere in piedi un rapporto ci vuole un lavoro quotidiano di pazienza, di impegno e un pizzico di entusiasmo che certo non guasta.

Ogni giorno deve apportare qualcosa di nuovo, di sorprendente come una ventata di aria fresca, è meglio essere sinceri con se stessi e parlare chiaro quando la relazione in cui credevamo ora non è altro che un rifugio di convenienza per la sensazione di stabilità che ci offre.

Gestire un amore clandestino non è facile, dover fare i conti con sé stessi ed essere consapevoli che in altri momenti il nostro "grande amore" è con un'altra/o con cui condivide appieno la vita, senza doversi nascondere.

Condurre due relazioni parallele è molto impegnativo, lo si fa perché la prima si è costruita dopo tanti anni di convivenza e sacrifici, tanto che in apparenza sembra perfetta agli occhi degli altri, ma magari priva di intensità affettiva e fisica.

La seconda, quella "clandestina" invece coinvolge i nostri sensi, spesso portandoci ad incontri fugaci pur di provare quelle sensazioni.

Nonostante ciò troviamo difficoltà a prendere una decisione e continuiamo a mentire, soprattutto a noi stessi, che è giusto così perché solo in questo modo si riesce a sopportare la relazione ufficiale.

Si cade nella convinzione che non si può proseguire nel nostro percorso di vita senza entrambe le relazioni, credendo di aver raggiunto la totale felicità, anche se ciò comporta invece solo frustrazione.

A questo punto invece di tenere "il piede in due scarpe", come si dice, non è forse meglio dedicarsi appieno a una sola relazione.

Autore liviana
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