Editors - Fall

Il problema è quando l'autunno ti penetra dentro, supera gli strati superficiali dell'epidermide e si localizza da qualche parte fra la carne viva e i capillari. Quelli che irrorano di sangue i tessuti.

Perché l'autunno è la stagione delle foglie cadenti, della linfa che perde la propria forza, va in letargo in attesa di tempi migliori. E' la stagione in cui ci si prepara all'inverno e si sa: per attendere un risveglio bisognerà aver pazienza fino alla primavera.

Ha anche un suo fascino, con quei colori che abbracciano tutte le tonalità dal rosso al giallo, ma andrebbe osservato con distacco, non facendosi trascinare nella caduta verso il suolo, nel lungo letargo che non promette risvegli anticipati.

L'autunno è una stagione di tramonti precoci - sebbene affascinanti - di attesa. Novembre è, nell'immaginario popolare, il mese dedicato ai defunti: come se ci fosse bisogno di una convenzione sociale per ricordarci certe assenze ingiustificate. O come se fosse sufficiente costringerci a portare un ciuffo di fiori estirpati dal campo per acquietare le coscienze smemorate di un anno intero.

Questi sentieri oscuri / che beviamo qui / in qualche modo si adagiano in basso / e io sono con te

Nelle parole di "Fall", degli Editors, ritroviamo questa sensazione di abbandono ineluttabile, di resa incondizionata. Lasciamoci cullare dalla sua melodia malinconica.

Autore maulis
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