"Don't dream it's over" 1986 - Crowded House

I Crowded House, debuttarono con l'album omonimo nel 1986, di cui fa parte il singolo "Don't Dream it's over", di genere musicale pop rock scritto dal cantante, musicista neozelandese Neil Finn, leader del gruppo australiano.

Il testo della canzone incita ad agire, a sfidare la vita, aggirandone gli ostacoli che si incontrano nel suo percorso, anche se ci troviamo davanti a difficoltà che ci sembrano insormontabili.

Bisogna lottare per emergere anche se gli obiettivi ci sembrano irraggiungibili e ci sentiamo impotenti, trovare la forza di cambiare, credere di più in se stessi e con coraggio, provare a vivere.

La formazione attuale della band è composta anche da: Nick Seymour al  basso, Mark Hart alla chitarra e tastiera e Matt Sherrod alla batteria.

Nell'album "Crowded House" sono contenuti i singoli: "Something So Strong", "Mean to Me", "World Where You Live", "Now We're Getting Somewhere", "Love You 'Til the Day I Die", "Hole in the River", "I Walk Away", "Tombstone" e "That's What I Call Love". Ricordiamo anche gli album: "Temple of Low Men", "Woodface", "Together Alone", "Time on Earth" e "Intriguer".

La band si formò in Australia nell' '85 e rimase attiva fino al '96, in seguito nel 2007, il gruppo si riunì con un nuovo batterista, con cui pubblicarono l'album "Time on Earth".

Inizialmente Neil Finn, militava nella band degli Split Enz insieme al fratello Tim e ad altri musicisti.

Dopo lo scioglimento del gruppo, Neil creò i Crowded House, di genere musicale rock alternativo, pop e college rock, insieme al fratello Tim, alle tastiere e alla chitarra, Eddie Rayner, alle tastiere, Paul Hester, alla batteria, Peter Jones, alla batteria, Craig Hooper,  alla chitarra, agli attuali Nick Seymour, al basso, Mark Hart, alla chitarra e tastiere e Matt Sherrod, alla batteria.

Al primo album sopracitato seguì nell'88 "Temple of Low Men" che vedeva per la sua creazione, il cantante e chitarrista Neil Finn, Nick Seymour al basso e ai cori e Paul Hester alla batteria e ai cori.

I brani contenuti sono: "I Feel Possessed", "Kill Eye", "Into Temptation", "Mansion in the Slums", "When You Come", "Never Be the Same", "Love This Life", "Sister Madly", "In the Lowlands" e "Better Be Home Soon".

Per quest'album, Finn si rivela un grande maestro di melodie, i brani sono alla ricerca introspettiva dell'anima, intensi e personali, fino a raggiungere la profondità della sua psiche emotiva, ossessiva, sono intimi come "Into Temptation" e rudimentali, come "Kill Eye".

Nel 1991 esce l'album "Woodface" che vede l'entrata nel gruppo, del fratello Tim Finn al piano, alla chitarra e anche voce.

Contiene singoli che esprimo una gioia incontenibile per la reunion, soprattutto per l'entrata del fratello, con il quale le melodie e le armonie delle voci formano un perfetto connubio.

I brani sono: "Chocolate Cake", "It's Only Natural", "Fall at Your Feet", "Tall Trees", "Weather with You", "Whispers and Moans", "Four Seasons in One Day", "There Goes God", "Fame Is", "All I Ask", "As Sure as I Am", "Italian Plastic", "She Goes On" e "How Will You Go-I'm Still Here".

"Together Alone" è l'album che uscirà nel 1993 che vedrà la formazione composta sempre dal cantante Neil Finn, anche alle chitarre, al piano e alle tastiere; Paul Hester alla batteria, voce, alle tastiere e alle percussioni; Nick Seymour al basso e ai cori; Mark Hart alle tastiere, alla chitarra, al mandolino, al lap steel guitar e ai cori.

Le musiche sono più sperimentali, più assimilabili alla musica maori, danno maggiore energia al suono, sempre però volgendo lo sguardo al pop.

I brani contenuti in esso sono: "Kare Kare", "In My Command", "Nails in My Feet", "Black & White Boy", "Fingers of Love", "Pineapple Head", "Locked Out", "Private Universe", "Walking on the Spot", "Distant Sun", "Catherine Wheels", "Skin Feeling", "Together Alone" più un CD bonus Live, contenente: "World Where You Live", "Mean to Me", "Sister Madly", "Better Be Home Soon", "It's Only Natural" e "Weather with You".

Dal 1996, dopo la fine dei Crowded House, Neil Finn, intraprese la carriera solista, pubblicando anche degli album col fratello Tim, come duo, chiamato "Finn Brothers".

Nello stesso anno esce un'edizione speciale live della band, "Recurring Dream: The Very Best of Crowded House" abbreviato "Dream Recurring", album di compilation che comprende tre nuove canzoni, "Not the Girl You Think You Are", "Instinct" e "Everything Is Good for You".

Dopo quest'album, Neil, voleva sperimentare nuove cose musicali, infatti nel 1998 pubblica l'album solista, insieme ad altri musicisti, "Try Whistling This" di genere

alternative rock e ambient, con  pezzi più delicati e atmosferici.

Nel 2001 uscì il secondo album solista "One Nil", caratterizzato da melodie delicate che negli stati Uniti venne pubblicato col nome "One Al". Lo realizzò con vari musicisti, quali Wendy Melvoin, Jim Moginie, Lisa Germano, Lisa Coleman, Mitchell Froom e molti altri.

Nel 2006 è la volta di "Farewell to the World", un album live, registrato nel '96, come concerto di addio, al "Sydney Opera House", in presenza di centinaia di persone che lo resero uno dei più grandi concerti della storia australiana, i Crowded House lo pubblicarono dieci anni più tardi per commemorare quel grande evento.

Nel 2007, dopo il suicidio di Paul Hester avvenuto nel 2005, dopo un lungo periodo di depressione, Neil riunisce i Crowded House con l'ex batterista dei Beck's, Matt Sherrod ed incide l'album "Time on Earth".

La formazione vede quindi oltre al cantante Neil Finn, alla chitarra, al piano, al wurlitzer e al vibrafono; Nick Seymour al basso, ai cori e all'autoharp; Mark Hart alle chitarre, alle tastiere, al piano e voce; Matt Sherrod alla batteria e ai cori.

I singoli inclusi sono: "Nobody Wants to", "Don't Stop Now", "She Called Up", "Say That Again", "Pour Le Monde", "Even a Child", "Heaven That I'm Making", "A Sigh", "Silent House", "English Trees", "Walked Her Way Down", "Transit Lounge", "You Are the One to Make Me Cry" e "People Are Like Suns".

"Time Earth" rispecchia lo stato d'animo dei membri, dopo la morte di Hester, sembra quasi che il suo spirito aleggi ancora sull'album, dai toni più contemplativi, quasi privi di umorismo.

I testi di Finn alludono a Hester, come "Silent House", caratterizzati da melodie pop meditative, dolci e malinconiche.

Nel 2010 esce "Intriguer", dai toni dolci e calmi, il sesto album del gruppo che include i brani: "Saturday Sun", "Archer's Arrows", "Amsterdam", "Either Side of the World", "Falling Dove", "Isolation", "Twice If You're Lucky", "Inside Out", "Even If", "Elephants", con la formazione della band composta dal cantante Neil Finn anche alla chitarra e la piano; Nick Seymour, al basso; Mark Hart, alle chitarre, tastiere e piano; Matt Sherrod, alla batteria.

Sempre nel 2010 esce "North America Travelogue 2010", un set di 3 CD in edizione limitata che segna il 25 ° anniversario della formazione dei Crowded House, iniziando un tour di quasi un mese negli Stati Uniti e in Canada, poco dopo il rilascio di "Intriguer", che comprende tutti i momenti più grandiosi di esso.

Verso la fine del 2011 pubblicano "Intriguer Live - Start To finish", un boxset di 2 CD, un live album e DVD della band, ripresa all'inizio e alla fine dell' "Intriguer World Tour".

Di particolare interesse sono anche le raccolte di questa grande band, dalla "Recurring Dream: The Very Best of Crowded House" del 1996, "Afterglow" del 1999, "Classic Masters" del 2003 alla "The Very Very Best of Crowded House" del 2010.

Nel 2012 un'altra scomparsa segnerà profondamente i Crowded House, morirà alla sola età di 45 anni Peter Jones, per tumore cerebrale, il batterista del gruppo tra il ‘94 e il '96, poco prima del loro scioglimento, andando a sostituire il batterista mitico Paul Hester, morto suicida.
Nel 2016 il gruppo festeggia i trent'anni di carriera con materiali rari, personalmente selezionati da Neil Finn, due speciali spettacoli 'Encore' all'Opera di Sydney.

Introdotti nell' "Aria Hall Of Fame" gli viene riconosciuta una grandiosa carriera, durante la quale hanno svettato nelle classifiche, con cinque album al primo posto e vinto 13 ARIA Awards.

Autore liviana
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