Bye Bye Bombay - Afterhours

"Quello che non c'è" è un album intriso di dolore e disincanto, che forse proprio in questa canzone trova il suo "cuore nero e morto". Nonostante gli Afterhours siano conosciuti prevalentemente come un gruppo di rock duro e ruvido, questo è un disco dalle atmosfere scure e paranoiche e dall'incedere malinconico. "Io non tremo - canta Manuel Agnelli mentre una schitarrata sottolinea la perentorietà di questa frase - è solo un po' di me che se ne va". Ecco: se qualcuno aveva pensato che la dichiarazione di solidità volesse manifestare la mancanza di paura e dubbi dovrà ricredersi subito, perché in realtà la mancanza di fremiti di paura nasce solo da una profonda rassegnazione, dalla perdita di un pezzo di sè.

"Sai, Mimì, che la paura è una cicatrice che sigilla anche l'anima più pura. Non si può giocare con il cuore della gente, se non sei un professionista". Ci si trova a combattere, dunque, contro un terrore cieco, paralizzante, contro il quale anche la nobiltà d'animo non può nulla, fino a fare una palla da gioco delle emozioni altrui, schiacciandole e prendendole a calci anche quando si vorrebbe esattamente il contrario, si vorrebbe - cioè - esserne nutrimento e linfa vitale.

Non per niente, quel "po' di me che se ne va" è diretto "giù nella città, dove ogni strada sa condurre fino a te. E io no."

Amo "Quello che non c'è" dalla prima all'ultima nota, lo trovo splendido nel suo dolore arreso all'evidenza.

Autore maulis
Vota questo articolo
Play
Condividi

Lascia il tuo commento!

Newsletter

Seguici per rimanere sempre aggiornato!