Bonnie Tyler - "It's a Heartache"

"It's a Heartache", brano cantato dalla cantante gallese Bonnie Tyler, pseudonimo  di Gaynor Hopkins, nata nel '51, venne pubblicato nel '77 e riscosse un notevole successo in tutto il mondo, tanto da aggiudicarsi dischi d'oro e di platino, venne inserita nell'album "Natural Force" del 1978.

Questa grande artista, iniziò la sua carriera negli anni '70, proprio per la sua voce potente anche se rauca, ma molto graffiante. Riscosse il suo primo successo nel ‘75, col singolo "My My Honeycomb" e da lì fu un susseguirsi di successi.

Nel ‘77, le vennero diagnosticati dei noduli alle corde vocali, venne operata con urgenza per la gravità della situazione, ma ciò non le impedì di riprendere appieno il suo cammino di star con il grande successo che ebbe con "It's a Heartache", scritta da Ronnie Scott e Steve Wolfe, registrata poi da Bonnie Tyler e Juice Newton.

Il tema principale del testo è l'amore non corrisposto e il tormento che ti colpisce quando ormai è troppo tardi, per porre barriere all'amore, ti colpisce quando sei giù.

È un gioco stupido, niente altro che un gioco stupido, possiamo rimanere per ore in piedi sotto la fredda pioggia e sentirsi dei clown, pur di farci corrispondere dal partner.

E' un tormento, amarlo fino a quando si spezzano le braccia anche se poi tutto ciò è valso a nulla perché ci deluderà. In amore non esiste il diritto ad essere ricambiati, può capitare che quando lo troviamo, lui non si interessa a noi. Non è saggio aver bisogno di qualcuno, tanto quanto noi dipendo da lui.

Ci sentiamo burattini nelle sue mani e ci comportiamo come pagliacci pur di piacergli/le.

Considerata una delle più belle voci femminili dell'Inghilterra, Bonnie Tyler venne assimilata ad un altro grande artista Rod Stewart, le sue canzoni sono divenute internazionali, raggiungendo le vette di tutte le classifiche.

Proveniente da una classica famiglia numerosa di lavoratori, ancora adolescente, inizia ad appassionarsi al pop rock mondiale, ascolta Janis Joplin e Tina Turner e si esibisce nei pub della sua città. Solo dopo poco tempo entra a far parte come cantante in una band locale, i Bobby Wayne & The Dixies, cambiando il suo nome d'arte in Sherene Davies.

Nel 1973 si sposerà con un proprietario di un pub, dove di esibiva regolarmente e con cui salderà un forte legame sentimentale stabile e duraturo.

La sua carriera cambierà di nuovo strada quando incontrerà Roger Bell che si rende conto del talento di Bonnie e contatterà Ronnie Scott e Steve Wolfe che la faranno decollare verso il grande successo con il singolo "My, My Honeycomb" e con cui l'artista si farà definitivamente chiamare Bonnie Tyler.

Quando nel ‘76, pubblicherà "Lost In France" che entrerà nelle chart per molte settimane, verrà invitata a Top Of The Pops. La vera Bonnie Tyler però nascerà veramente dopo il suo intervento chirurgico alle corde vocali che le donerà una voce sensuale e ruvida, inconfondibile e con cui registrerà il suo primo album "The World Starts Tonight" e successivamente l'album "Natural Force" che le regalerà il primo grande successo internazionale, appunto "It's A Heartache" e così via, uscirà il secondo singolo "Sitting On The Edge Of The Ocean".

Nell'82 comincerà a lavorare con il songwriter Jim Steinman, grazie al quale avrà il suo più grande successo della carriera, con l'album "Faster Than The Speed Of Night" e la stupenda ballad "Total Eclipse Of The Heart" che farà di Bonnie una voce da Guinness dei Primati.

Alcune delle sue canzoni, quali  "Here She Comes", verranno scelte come colonna sonora, in questo caso del film "Metropolis". Da ricordare anche "Secret Dreams & Forbidden Fire", "Holding Out For A Hero", divenuta poi colonna sonora di "Footloose" e il duetto con Todd Rundgren di "Loving You's A Dirty Job But Somebody's Gotta Do It". L'ultimo album con la CBS sarà "Hide Your Heart"  che verrà pubblicato negli Stati Uniti come "Notes From America": ma che però non avrà molto successo .

Collaborerà con il produttore Dieter Bohlen, dando vità a due album "Bitterblue" e "Angel Heart", entrambi di grande successo.

Verso il 1950 torna a collaborare con Jim Steinman e Stuart Emerson che l'aiuteranno per "Free Spirit", ma bisognerà attendere il ‘96, quando Bonnie registrerà per le Olimpiadi "Limelight" per rivedere l'album ripubblicato. Successivamente uscirà il secondo disco, "All In One Voice" scritto con l'aiuto di Per Andreasson ("Heaven"), oggi introvabile.

In seguito reinterpreterà "Tyre Tracks And Broken Hearts" che la riporterà alle stelle, mentre l'album  "Heartstrings" la vedrà accompagnata dal suono della Philharmonic Orchestra di Praga.

Nel 2004 incontrerà la cantante francese Kareen Antonn con cui duetterà per la versione francese di "Total Eclipse Of The Heart" e "Si Tout S'Arrêtte" ("It's A Heartache").

Metterà poi in cantiere un nuovo album "Wings" che le regalerà nuova fama e nonostante abbia ormai superato i cinquant'anni la sua voce è sempre splendida e le fa mettere in conto sempre nuovi progetti.

Autore liviana
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